Pagina 15
Dio SI RIVELA, ci ama e vuole la nostra salvezza.
Nel dispiegare il suo mistero e raggiungere gli uomini, sue creature elette fra tutto il creato (perché create a Sua Immagine), Dio si rivela.
La Rivelazione è una “realtà dinamica” che realizza i suoi disegni nella storia umana e allo stesso tempo “messaggio” che si traduce in termini umani sulle labbra dei profeti e del Cristo per illuminare il significato misterioso degli avvenimenti della salvezza.
La parola di Dio non si limita a dire e a informare ma opera ciò che significa, cambia la situazione dell’umanità, procura la vita che annuncia. La rivelazione di Dio è una parola attiva, efficace e creatrice. Con la rivelazione Dio si apre all’uomo e lo invita a un dialogo di amicizia. Infine, la Rivelazione, destinata e ricevuta da un’intelligenza umana, deve adattarsi alle “condizioni della conoscenza umana”. Quando Dio si rivela all’uomo, lo fa in modo proporzionato alla sua condizione di essere spazio-temporale, individuale e sociale, composto di corpo e di spirito. La mente umana riceve il suo oggetto dai sensi; per questo la rivelazione ci viene comunicata mediante immagini, simboli, parabole, allegorie
Rivelando se stesso, Dio vuole rendere gli uomini capaci di rispondergli, ben più di quanto essi sarebbero capaci da se stessi. Infatti, se Dio ha posto in ogni persona la capacità e la possibilità di conoscerlo, questo resterebbe allo stato di potentia se Dio stesso non si rivelasse con la sua grazia affinché l’uomo si abbandoni a Lui obbedienzialmente. Con la fede l’uomo risponde alla chiamata di Dio: si dà a lui, si lascia invadere e dirigere, entrando in comunione di vita con lui.
LA RIVELAZIONE HA DELLE CARATTERISTICHE:
Essa ha una “destinazione universale”. Si indirizza a tutto il genere umano. Chiama tutti i popoli alla salvezza e non ne esclude nessuno: “Ammaestrate tutte le nazioni” (Mt 28, 19); “Andate nel mondo intero e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16, 15). La Rivelazione è “pubblica e sociale”. Non è un segreto confidato a qualcuno nell’intimo del cuore per rimanere nascosto, ma una Buona Novella destinata a essere trasmessa e proclamata nella pubblica piazza. La rivelazione si rivolge alle persone, membra di una stessa collettività, perché siano coscienti della loro comunione interpersonale. La Rivelazione viene comunicata per costituire il popolo di Dio, la Sposa e il Corpo di Cristo, la Chiesa. La Rivelazione è “gerarchica”. Non viene comunicata immediatamente a ciascuno ma attraverso la mediazione di testimoni privilegiati, scelti da Dio: i profeti e gli apostoli (At 10, 41; Ef 2, 20-21). La Rivelazione è “progressiva”. L’uomo non possiede di colpo la sua perfezione. Materia e spirito, egli è sottoposto alle condizioni della corporeità; si sviluppa gradatamente nello spazio e nel tempo per preparalo alla pienezza dei tempi nel Cristo.
Dio ammonisce attraverso i profeti Dio sollecita il suo Popolo nella speranza della salvezza, nell'attesa di un’alleanza nuova ed eterna destinata a tutti gli uomini (Is 2, 2-4) e che sarà iscritta nei cuori (Ger 31, 31-34; Eb 10, 16). I profeti annunziano una radicale redenzione del popolo di Dio, la purificazione da tutte le sue infedeltà (Ez 36) una salvezza che includerà tutte le nazioni (Is 49, 5-6). Saranno soprattutto i poveri e gli umili del Signore (Sof 2, 3) che porteranno questa speranza.
Come si inseriscono le apparizioni mariane in questo contesto?
Per comprendere il significato delle apparizioni mariane degli ultimi due secoli, che si sono succedute in Europa, è necessario fare riferimento alla figura di san Luigi Maria Grignion di Montfort (1673-1716), uno dei più grandi apostoli mariani di tutti i tempi. Quando il santo bretone scrisse il suo Trattato della Vera Devozione, presumibilmente nell'eremo di Saint-Eloi, nell'autunno del 1712, nessuno poteva prevedere l'eccezionale influsso che questo libretto avrebbe esercitato fino ai nostri giorni.
Il manoscritto, dimenticato in un baule, è stato ritrovato nel 1842 e pubblicato nel 1843. Fu un caso o un disegno della divina Provvidenza? Per chi vede la storia nella luce della fede non vi è dubbio che il capolavoro del Montfort sia stato pubblicato nel momento giusto, quando era incominciata a spuntare l'alba di quei "tempi di Maria" che egli aveva profetizzato. È stato Jean Guitton (1901-1999), filosofo e accademico di Francia, a far notare che l'opera aveva incominciato a diffondersi pressoché in concomitanza con l'apparizione della Madonna a Rue de Bac, a Parigi (1830), dando inizio così a quel ciclo di apparizioni che caratterizzano la fase più recente della storia della Chiesa.
Secondo questa interpretazione, l'apparizione della Madonna della Medaglia miracolosa rappresenta l'inizio di un tempo particolare, quello che per il Montfort è caratterizzato dalla lotta senza quartiere fra Maria e i suoi umili servi da una parte, e Satana e i suoi seguaci dall'altra: «Il potere di Maria su tutti i demoni risplenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando Satana insidierà il calcagno di Lei e cioè gli umili servi e figli ch'ella susciterà per muovergli guerra» (Trattato della vera devozione, 54). «Gli ultimi tempi» per il Montfort non sono necessariamente quelli che precedono immediatamente la venuta di Gesù Cristo nella gloria come Giudice del mondo.
Si tratta piuttosto di un periodo storico caratterizzato dallo scatenamento del Mysterium iniquitatis, al quale Dio risponde inviando Maria in soccorso della Chiesa. Il Montfort vedeva questi tempi profilarsi all'orizzonte e lui stesso, senza forse rendersene conto, li stava preparando con la sua mirabile opera.
Dopo l'apparizione a Rue de Bac, a Parigi, le apparizioni mariane si susseguono durante l'intero secolo XIX sulla terra di Francia. Prima La Salette (1846), poi Lourdes (1858) e infine Pontmain (1871) e Pellevoisin (1876). Si tratta di apparizioni che hanno avuto una straordinaria risonanza ecclesiale, ben oltre i confini francesi. Durante il secolo XX la "strategia" di Maria si è allargata ad altri Paesi del continente europeo, manifestando una premura particolare della Madre di Dio per quelle nazioni di antica cristianità, che corrono il pericolo di smarrire le radici della fede.
La prima apparizione di quello che viene chiamato "il secolo infernale" ha luogo a Fatima (1917) e la sua importanza è tale da rappresentare una grandiosa profezia che illumina il cammino della Chiesa e dell'umanità fino ai nostri giorni. Le apparizioni di Banneux (1932) e Beauring (1933) precedono la grande carneficina della seconda guerra mondiale e testimoniano la volontà della Madonna di essere presente nei momenti più bui della storia umana. Nella seconda parte del secolo, contrassegnata da trasformazioni profonde e dense di pericoli, che coinvolgono anche la Chiesa, la Madonna è più che mai presente con le sue apparizioni ad Amsterdam (1945), a Roma (Tre Fontane, 1947) e con la lacrimazione di Siracusa (1953).
Il manoscritto, dimenticato in un baule, è stato ritrovato nel 1842 e pubblicato nel 1843. Fu un caso o un disegno della divina Provvidenza? Per chi vede la storia nella luce della fede non vi è dubbio che il capolavoro del Montfort sia stato pubblicato nel momento giusto, quando era incominciata a spuntare l'alba di quei "tempi di Maria" che egli aveva profetizzato. È stato Jean Guitton (1901-1999), filosofo e accademico di Francia, a far notare che l'opera aveva incominciato a diffondersi pressoché in concomitanza con l'apparizione della Madonna a Rue de Bac, a Parigi (1830), dando inizio così a quel ciclo di apparizioni che caratterizzano la fase più recente della storia della Chiesa.
Secondo questa interpretazione, l'apparizione della Madonna della Medaglia miracolosa rappresenta l'inizio di un tempo particolare, quello che per il Montfort è caratterizzato dalla lotta senza quartiere fra Maria e i suoi umili servi da una parte, e Satana e i suoi seguaci dall'altra: «Il potere di Maria su tutti i demoni risplenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando Satana insidierà il calcagno di Lei e cioè gli umili servi e figli ch'ella susciterà per muovergli guerra» (Trattato della vera devozione, 54). «Gli ultimi tempi» per il Montfort non sono necessariamente quelli che precedono immediatamente la venuta di Gesù Cristo nella gloria come Giudice del mondo.
Si tratta piuttosto di un periodo storico caratterizzato dallo scatenamento del Mysterium iniquitatis, al quale Dio risponde inviando Maria in soccorso della Chiesa. Il Montfort vedeva questi tempi profilarsi all'orizzonte e lui stesso, senza forse rendersene conto, li stava preparando con la sua mirabile opera.
Dopo l'apparizione a Rue de Bac, a Parigi, le apparizioni mariane si susseguono durante l'intero secolo XIX sulla terra di Francia. Prima La Salette (1846), poi Lourdes (1858) e infine Pontmain (1871) e Pellevoisin (1876). Si tratta di apparizioni che hanno avuto una straordinaria risonanza ecclesiale, ben oltre i confini francesi. Durante il secolo XX la "strategia" di Maria si è allargata ad altri Paesi del continente europeo, manifestando una premura particolare della Madre di Dio per quelle nazioni di antica cristianità, che corrono il pericolo di smarrire le radici della fede.
La prima apparizione di quello che viene chiamato "il secolo infernale" ha luogo a Fatima (1917) e la sua importanza è tale da rappresentare una grandiosa profezia che illumina il cammino della Chiesa e dell'umanità fino ai nostri giorni. Le apparizioni di Banneux (1932) e Beauring (1933) precedono la grande carneficina della seconda guerra mondiale e testimoniano la volontà della Madonna di essere presente nei momenti più bui della storia umana. Nella seconda parte del secolo, contrassegnata da trasformazioni profonde e dense di pericoli, che coinvolgono anche la Chiesa, la Madonna è più che mai presente con le sue apparizioni ad Amsterdam (1945), a Roma (Tre Fontane, 1947) e con la lacrimazione di Siracusa (1953).
Ci si interroga giustamente sulla ragione di questa "epifania mariana" degli ultimi due secoli e ci si chiede se si possa intravedere, nella molteplicità degli interventi di Maria, un piano divino di salvezza che si va realizzando. A questo riguardo, va tenuto presente qual è il compito che l'Onnipotente ha assegnato alla Madre di Dio nella fase ultima della storia della salvezza. Maria, Assunta in cielo e Regina del cielo e della terra, esercita la sua missione di Madre della Chiesa e dell'umanità. Le apparizioni fanno parte della sua sollecitudine materna in obbedienza ai disegni di misericordia dell'Altissimo. A partire da Rue de Bac in poi, le apparizioni mariane manifestano una precisa strategia divina, in risposta all'attacco furioso dell'impero delle tenebre nei Paesi di antica cristianità.
Siamo infatti negli anni in cui l'illuminismo, con il culto della dea ragione, pretende di sostituire la fede dei popoli del continente europeo e i movimenti politici che ne sono derivati perseguitano la Chiesa, dando origine alla grande stagione dei martiri. Incomincia ad affermarsi e a diffondersi quel «rifiuto di Cristo» (l'espressione è di Giovanni Paolo Il in Memoria e identità, p. 120, Rizzoli 2006) che, a partire dalla Francia, si diffonde in tutto l'Occidente. È sintomatico che nel segreto de La Salette la Madonna faccia per la prima volta esplicitamente riferimento alla figura misteriosa dell'Anticristo.
Siamo infatti negli anni in cui l'illuminismo, con il culto della dea ragione, pretende di sostituire la fede dei popoli del continente europeo e i movimenti politici che ne sono derivati perseguitano la Chiesa, dando origine alla grande stagione dei martiri. Incomincia ad affermarsi e a diffondersi quel «rifiuto di Cristo» (l'espressione è di Giovanni Paolo Il in Memoria e identità, p. 120, Rizzoli 2006) che, a partire dalla Francia, si diffonde in tutto l'Occidente. È sintomatico che nel segreto de La Salette la Madonna faccia per la prima volta esplicitamente riferimento alla figura misteriosa dell'Anticristo.
Ci troviamo indubbiamente in una fase della storia in cui il mysterium iniquitatis opera con impressionante violenza, soprattutto nelle nazioni di antica evangelizzazione, con l'intento di eliminare il cristianesimo, emarginando e perseguitando la Chiesa. In questo quadro gli interventi di Maria rivelano il loro profondo significato, in quanto sono la risposta del Cielo al dilagare dell'impostura anticristica. (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 675). In questo senso la prima di esse, quella della Medaglia miracolosa, rivela profeticamente il grande combattimento escatologico in atto, con la vittoria di Maria su Satana. Infatti la Madonna appare con in mano un globo che presenta al Signore, mentre con i suoi piedi schiaccia la testa al serpente infernale. In questo modo la Madre di Dio illumina la Chiesa sull'offensiva in atto dell'impero delle tenebre e preannuncia la sua vittoria, che non potrà mancare.
Ciò che deve essere chiaro è il fatto che la Chiesa oggi è più che mai nell'occhio del ciclone anticristiano. Non sono pochi ad affermare che l'epoca della grandi persecuzioni non è affatto conclusa. La Madonna però è più che mai presente e prepara il suo esercito per la vittoria. È quanto ha autorevolmente affermato il cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per la Propagazione della Fede, inaugurando 1'8 dicembre 2007, come inviato pontificio, il 150mo anniversario delle apparizioni di Lourdes: «L'apparizione della Vergine a Lourdes - ha affermato il Prefetto - come le altre apparizioni mariane rientra nella lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male, cominciata all'inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine... Anzi, questa è ancora più accanita che ai tempi di Bernadette. Il mondo si trova terribilmente irretito nella spirale di un relativismo che vuole creare una società senza Dio». Il cardo Dias ha poi ricordato quanto il cardinale Wojtyla disse pochi mesi prima della sua elezione alla cattedra di Pietro: «Noi siamo oggi di fronte al più grande combattimento che l'umanità abbia mai avuto. Penso che la comunità cristiana non l'abbia ancora compreso del tutto. Noi siamo oggi di fronte alla lotta finale tra la Chiesa e l'anti-chiesa, tra il Vangelo e l'antivangelo».
Parole - ha precisato il cardinale Dias - «che trent'anni dopo risuonano come profetiche, peraltro preannunciate proprio dalle apparizioni mariane insieme con la rovina spirituale di certi Paesi, l'affievolimento della fede, le difficoltà della Chiesa e l'aumento dell'azione dell'Anticristo, con i suoi tentativi di rimpiazzare Dio nella vita degli uomini... Ma proprio per questo è discesa dal cielo una Madre preoccupata per i suoi figli che vivono nel peccato, lontani da Cristo... La Madonna sta tessendo una rete di suoi figli e figlie spirituali per lanciare una forte offensiva contro le forze del maligno e per preparare la vittoria finale del suo divino Figlio Gesù Cristo... Ella dunque ci chiama anche oggi ad entrare nella sua legione, per combattere contro le forze del male. Le armi da usare in questa lotta dovranno essere la conversione del cuore, una grande devozione verso la santa Eucaristia, la recita quotidiana del santo Rosario, la preghiera costante e senza ipocrisie, l'accettazione delle sofferenze per la salvezza del mondo».
«La vittoria finale», ha concluso il cardinale Dias, «sarà di Dio. E Maria combatterà alla testa dell'armata dei suoi figli contro le forze nemiche di Satana, schiacciando la testa al serpente» (L'Osservatore Romano, 11 dicembre 2007).
Ciò che deve essere chiaro è il fatto che la Chiesa oggi è più che mai nell'occhio del ciclone anticristiano. Non sono pochi ad affermare che l'epoca della grandi persecuzioni non è affatto conclusa. La Madonna però è più che mai presente e prepara il suo esercito per la vittoria. È quanto ha autorevolmente affermato il cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per la Propagazione della Fede, inaugurando 1'8 dicembre 2007, come inviato pontificio, il 150mo anniversario delle apparizioni di Lourdes: «L'apparizione della Vergine a Lourdes - ha affermato il Prefetto - come le altre apparizioni mariane rientra nella lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male, cominciata all'inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine... Anzi, questa è ancora più accanita che ai tempi di Bernadette. Il mondo si trova terribilmente irretito nella spirale di un relativismo che vuole creare una società senza Dio». Il cardo Dias ha poi ricordato quanto il cardinale Wojtyla disse pochi mesi prima della sua elezione alla cattedra di Pietro: «Noi siamo oggi di fronte al più grande combattimento che l'umanità abbia mai avuto. Penso che la comunità cristiana non l'abbia ancora compreso del tutto. Noi siamo oggi di fronte alla lotta finale tra la Chiesa e l'anti-chiesa, tra il Vangelo e l'antivangelo».
Parole - ha precisato il cardinale Dias - «che trent'anni dopo risuonano come profetiche, peraltro preannunciate proprio dalle apparizioni mariane insieme con la rovina spirituale di certi Paesi, l'affievolimento della fede, le difficoltà della Chiesa e l'aumento dell'azione dell'Anticristo, con i suoi tentativi di rimpiazzare Dio nella vita degli uomini... Ma proprio per questo è discesa dal cielo una Madre preoccupata per i suoi figli che vivono nel peccato, lontani da Cristo... La Madonna sta tessendo una rete di suoi figli e figlie spirituali per lanciare una forte offensiva contro le forze del maligno e per preparare la vittoria finale del suo divino Figlio Gesù Cristo... Ella dunque ci chiama anche oggi ad entrare nella sua legione, per combattere contro le forze del male. Le armi da usare in questa lotta dovranno essere la conversione del cuore, una grande devozione verso la santa Eucaristia, la recita quotidiana del santo Rosario, la preghiera costante e senza ipocrisie, l'accettazione delle sofferenze per la salvezza del mondo».
«La vittoria finale», ha concluso il cardinale Dias, «sarà di Dio. E Maria combatterà alla testa dell'armata dei suoi figli contro le forze nemiche di Satana, schiacciando la testa al serpente» (L'Osservatore Romano, 11 dicembre 2007).
Qual è l’essenza teologica di una rivelazione privata nella Chiesa di oggi?
Occorre trovare un contesto positivo dove collocare le rivelazioni private, quali eventi dell’epifania mariana. Tale contesto è la teologia dei carismi, alquanto trascurati perché ritenuti come un privilegio ormai passato della Chiesa primitiva, mentre invece bisogna ritenere che non solo il ministero ma anche la vocazione [...] del profeta dovranno esserci sempre nella Chiesa » (S. De Fiores Perché Dio ci parla mediante Maria).
Lettura profetica delle apparizioni Mariane
Si tratta di una prospettiva molto importante perché così si potrà, con frutto, inserire il fenomeno delle mariofanie nel filone della profezia sempre presente nella Chiesa e di cui Ella ha sempre bisogno e ne ha bisogno soprattutto in questi nostri travagliati tempi.
Si tratta di leggere questi eventi mariani sullo sfondo dei “tempi di Maria” di cui parla il Montfort, una categoria biblicamente e anche teologicamente rilevante che non può essere sminuita senza cadere in un grosso errore, pena l’incapacità di leggere gli ultimi secoli di storia del mondo alla luce della Fede (quella che comunemente si dice “Teologia della storia”); si tratta di porli nel quadro ampio degli interventi salvifici di Dio per il suo popolo, un intervento che avviene attraverso Maria, e che forse costituiscono l’intervento post-biblico più straordinario nella storia del mondo:
« La profezia è sempre una lettura della storia alla luce della fede. La Madonna è certamente la Profetessa degli ultimi tempi, cioè quelli che vanno dall’Ascensione di Cristo alla sua seconda venuta. Quando Lei viene fra noi, ci aiuta a leggere gli eventi dal punto di vista soprannaturale. Quindi la profezia, prima ancora di essere una rivelazione del futuro, è una luce fornita dal Cielo per illuminare ciò che ci troviamo a vivere » (Padre Livio Fanzaga).
“La Signora di tutti i popoli” e Le apparizioni di Amsterdam: Attualità dei messaggi. Ecumenismo
In un’ epoca caratterizzata dalla multiculturalità, dalla globalizzazione, da un intenso fenomeno migratorio verso l occidente e l Europa da parte di popoli perseguitati da guerre, carestie e situazioni di vario sottosviluppo, assistiamo sempre più frequentemente alla commistione di razze, ideologie, filosofie ed anche di religioni.
Proprio in tale contesto ad Amsterdam Maria si presenta con un titolo “inedito” come Signora di tutti i popoli e ci dona per ben 38 anni messaggi dal contenuto attuale e moderno.
I messaggi s’inseriscono perfettamente nel contesto al quale in premessa abbiamo fatto riferimento.
Nei messaggi la Signora di tutti i popoli mostra alla veggente la situazione storico sociale del mondo, e le rappresenta la grande crisi della fede e dei valori umani. Fa riferimento alla decadenza della Chiesa dovuta alla perdita della fede. Denuncia la presenza di un falso spirito che aleggia fra gli uomini di questa epoca, l’intervento dell’anticristo per creare confusione, errore e far perdere le anime. Si parla anche esplicitamente di Ecumenismo.
Ma leggiamo in dettaglio alcuni dei messaggi che parlano del vero Spirito, di unità, amore e pace.
La Signora e lo Spirito vero e Santo.
"Cercate di capire perché vengo come la Signora di tutti i Popoli: vengo per radunare tutti i popoli nello Spirito nel vero e Santo Spirito. Uomini imparate a cercare lo Spirito Santo! Aspirate alla rettitudine, alla verità e all’amore. Non respingete i vostri fratelli. Insegnate loro a conoscere il vero Spirito " (08.12.1952). "Lei può portare i suoi popoli all’unità, può radunare i suoi popoli in una grande comunità" (31.05.1955).
La Signora e l’Unità fra i cristiani.
“La Signora di tutti i popoli verrà sul mondo intero. E , nelle nazioni che mi avranno respinto ritornerò come Signora di tutti i popoli, ritta sul globo terrestre, davanti alla croce e attorniata dal gregge di Cristo. Così verrò. Esaudirò coloro che mi invocheranno in questo modo, quale Signora di tutti i popoli, così come vuole mio Figlio. Il Signore e Maestro deve essere servito e glorificato nella sua creazione. Le genti rispettino vicendevolmente il primo e principale comandamento. In questo tempo voglio essere chiamata Signora di tutti i popoli. Poiché il mondo anela alla concordia per tutto quanto lo concerne, il Signore e Maestro vuole portare unità ai popoli di questo mondo. Per questo invia Miriam, ovvero Maria, quale Signora di tutti i popoli” (20.09.1951).
“I cristiani di tutto il mondo devono unirsi. Sanno i cristiani che cosa fanno gli altri e che cosa sacrificano per i loro ideali? La Chiesa deve prepararsi ad affrontare grandi pericoli. I cristiani devono raccogliersi spiritualmente. Devono riflettere su quale è il loro compito in questo mondo!.. Esorto nuovamente tutti i popoli cristiani: non c’è tempo da perdere, UniteVi”(20.09.1951)
Uniti in Cristo
“…Tutti i popoli siano uniti in Gesù Cristo…”(15 agosto 1951)
Amore per Dio e per il prossimo.
“Essere di buona volontà significa osservare il primo e massimo comandamento. Il primo e più grande comandamento è l amore. chi possiede amore onorerà il suo Signore e Creatore nella Sua Creazione. Chi possiede amore non farà nulla di disonesto nei confronti del suo prossimo. Ecco ciò che manca a questo mondo: amore per Dio e verso il prossimo”(2 luglio 1951)
La pace e la preghiera
"Popoli, la vera pace è il Regno di Dio!" (31.05. 1955). "Sappiate che lo Spirito Santo è più vicino che mai. Nel nome della Signora di tutti i Popoli pregate il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che verrà adesso più pienamente di quanto sia mai accaduto" (31.05.1955).
"Capite bene questo: anche il Signore ha avuto bisogno di sua Madre per venire al mondo. La Vita viene per mezzo della Madre. Perciò Lei deve essere portata di nuovo nelle vostre chiese e tra i popoli e li vedrete rifiorire" (25.03.1973). "Una Chiesa e un popolo senza la Madre è come un corpo senza anima" (31.05.1965).
“La signora ha dovuto portare adesso la sua preghiera in questo mondo dominato dal demonio. Lo Spirito santo deve ancora venire sui popoli. Comprendete questo messaggio! Popoli recitate la preghiera affinchè venga effettivamente lo Spirito vero e santo”(4 aprile 1954)
“ Maria, la signora di tutti i popoli, viene oggi inviata per mettere in guardia una volta di più il mondo, la chiesa di roma e tutti i popoli dalla corruzione, dalle calamità e dalle guerre. Il mondo vive nella corruzione. Vi saranno ancora calamità. I popoli vivono sempre ancora in guerra……la Signora porterà la pace al mondo. Ma per questo, deve essere invocata con questo titolo. Io aiuterò la Chiesa di Roma, la comunità. I popoli devono invocarmi con questo titolo” (11 ottobre 1953).
La preghiera:
“Signore Gesù Cristo, figlio del Padre, manda ora il tuo Spirito sulla Terra, fa abitare lo Spirito Santo nei cuori di tutti i popoli affinchè siano preservati dalla corruzione, dalle calamità e dalla guerra; che la Signora di tutti i popoli, che una volta era Maria sia la nostra avvocata. Amen”
"Questa preghiera semplice creerà una comunità" (17.02.1952). "La Signora di tutti i Popoli... li riunirà in un unico gregge. In un unico gregge!" (19.03.1952).
Ecco l’ecumenismo di Dio per mezzo della Signora di tutti i Popoli.
INTRODUZIONE
IL QUINTO DOGMA MARIANO E’ UN AFFARE SERIO…
di Antonio Norrito
Finalmente Alfonso Mezzatesta è riuscito a colmare un vuoto negli studi dell’apparizione della Madonna di Amsterdam, nota come La Signora di tutti i Popoli, che vuole essere riconosciuta tale con il quinto dogma mariano con i tre attributi Corredentrice, Mediatrice ed Avvocata. La lettura di questo libro vi porterà piano piano alla conoscenza di questa apparizione mariana e alle sue corrispondenze bibliche e carismatiche con la Madonna de Rue de Bac e il rapporto con la Madonna di Fatima. E’ uno studio frutto di meditazione e di preghiera per comprendere alla luce dello Spirito Santo i motivi di questa nuova apparizione della Madonna, che non vuole farsi riconoscere solo dai cattolici, ma da tutti i Popoli. E’ una pretesa nuova, una forte proposta, che ha sbalordito la gerarchia ecclesiale, e che ha lasciato interdetti alcuni teologi, che finora non l’hanno ancora del tutto compreso. Neanche la veggente Ida Peederman poteva immaginare un’avversione così forte ai messaggi della Madonna proprio da parte del clero e di alcuni teologi e per questo ha sofferto tanto. Stiamo parlando comunque sempre della Madre di Dio, che se è stata inviata ad Amsterdam non è per un capriccio femminile o per passatempo. >>>continua a leggere
- Ave a Te Madre di tutti gli uomini

- Il quinto Dogma del Vangelo
- Le apparizioni di Amsterdam ed Akita
- La Signora con l'apparzione di Rue Du Bac
- 31 Maggio festività della Signora
- La Chiesa e Madre come Maria
- La profezia sui tempi odierni e la correndenzione di Maria
- La II lettera di Giovanni nel messaggio del '11/02/1951
- Comunione Spirituale, unione d'amore e misericordia con DIO
I Dogmi Mariani
di Maria Butticè
Dogma è una parola di origine greca. Sin dall’antichità ha indicato “decisione”, “decreto”. Nella Chiesa antica e nel Medioevo, la parola dogma veniva usata indifferentemente come sinonimo di esposizione, dottrina, confessione di fede, articolo di fede.
E’ soprattutto a partire dal Concilio Vaticano I (1870) che il termine “dogma”, sia nel linguaggio del Magistero che della teologia, acquista un significato forte e univoco: “ Esso indica una dottrina che la Chiesa propone di credere come divinamente rivelata sia con un giudizio solenne, sia nel suo magistero ordinario e universale”.
Si tratta, quindi, di una indicazione importante su una verità di fede che esige il nostro incondizionato assenso e la nostra obbedienza. I primi dogmi proclamati riguardano la verità su Dio Trinità e su Gesù Cristo.
I dogmi mariani sono quattro: MARIA, MADRE DI DIO – PERPETUA VERGINITA’ DI MARIA – IMMACOLATA CONCEZIONE – ASSUNZIONE DI MARIA SANTISSIMA.
I primi due dogmi antichi, proclamati dai Concili di Efeso (431) e di Costantinopoli ( 553 ), furono provocati dalle eresie, gli altri due, invece, hanno carattere dossologico. Essi esaltano alcune peculiarità esemplari della straordinaria figura di Maria, Madre di Gesù. Gli ultimi due dogmi mariani vengono anche chiamati dogmi papali, perché proclamati non da un Concilio, ma da un Papa (Pio IX e Pio XII).
Oltre i quattro dogmi mariani esistono altre verità mariane, altrettanto importanti e riconosciute dal magistero ordinario della Chiesa e celebrate nella preghiera liturgica che non sono state proclamate solennemente, come per esempio il titolo di Maria “Mediatrice, Avvocata, Socia, Ausiliatrice”.
I contenuti dei dogmi mariani, antichi e moderni, non sono invenzioni tardive della Chiesa, ma verità esistenti esplicitamente o implicitamente nella Sacra Scrittura e nella tradizione viva della Chiesa sia orientale che occidentale. Esse vengono dogmatizzate, cioè solennemente riaffermate in un determinato momento storico, sia per contrastare qualche eresia, sia per magnificare le “grandi cose” che l’Onnipotente ha operato in Maria.
Si tratta di qualcosa di simile a quello che capita nella scienza. In Astronomia, ad esempio, si scoprono continuamente astri nuovi che ovviamente esistevano già prima di essere individuati da noi. Lo sviluppo scientifico, attraverso potenti telescopi, permette ora di vederli, la stessa cosa avviene per i dogmi mariani. I dogmi mariani esistevano già nella coscienza di fede della Chiesa. Tuttavia in un determinato momento della storia, urge un loro pronunciamento solenne e autoritativo, perché la comunità ecclesiale è chiamata o a rifiutare una interpretazione errata o a prendere maggiormente coscienza di un particolare aspetto del mistero di Maria.
MARIA, MADRE DI DIO: dogma proclamato dal Concilio di Efeso 431.

La maternità divina è la prima e più importante verità mariana, fonte e radice dei privilegi a Lei accordati e rappresenta lo scopo primario per cui, sin dall’eternità, fu voluta da Dio. Grazie alla maternità divina, Maria è legata a Cristo da una particolare relazione personale che si fonda sul dono della vita umana a Colui che è il Figlio di Dio. Pur avendo comunicato a Gesù solo la vita terrena, Maria può essere chiamata a pieno titolo Madre di Dio perché il soggetto della relazione madre – figlio è la persona. E in Gesù Cristo le due nature, quella umana e quella divina, si uniscono in un'unica persona, quella divina.
Dunque, proclamare Maria, Madre di Dio, non significa certamente che ha generato la divinità, perché la creatura viene sempre dopo il Creatore. Significa invece che ha dato la natura umana al Verbo di Dio, cioè alla seconda Persona della Santissima Trinità, che è Dio.
La Sacra Scrittura non contiene l’esplicita affermazione della maternità divina di Maria, ma espressioni equivalenti.
Tutti i testi in cui si allude alla divinità di Gesù e gli altri in cui la Madonna è indicata come la sua vera madre sono una prova biblica della maternità divina di Maria. Più significativi sono alcuni brani in cui nello stesso contesto, Gesù viene caratterizzato da attributi divini e Maria viene indicata come madre di Lui nella totalità della sua persona. (Galati 4,4 – 6; Mt 1,20 – 23; Mc 2,7; Mt 28,20).
Gli esegeti trovano chiare affermazioni della divinità di Cristo e di conseguenza della maternità divina di Maria anche in varie espressioni di San Luca (1,35; 1,39 – 44. 56).
Le prime affermazioni certe sulla maternità divina ( Theotokos), sostiene il mariologo R. Laurentin, si trovano a partire dal 325, anno in cui risale la lettera di Alessandro d’Alessandria ad Alessandro di Costantinopoli in cui Maria è chiamata “Theotokos” genitrice di Dio. Pressappoco degli stessi anni è l’antifona Sub tuum praesidium con l’identica espressione di Theotokos. A partire dalla seconda metà del secolo IV le testimonianze si moltiplicano sia in Oriente che in Occidente.
La maternità divina è la prima verità ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa. Ciò avvenne nel III Concilio ecumenico, celebrato nel 431 ad Efeso. L’occasione fu offerta da un’eresia cristologica di Nestorio il quale affermava che le due nature di Gesù, quella umana e quella divina, non ammettevano lo scambio delle specifiche attribuzioni, di conseguenza Maria, avendo dato solo l’umanità al Verbo, non poteva essere chiamata madre di Dio ma al massimo madre di Cristo. Le affermazioni di Nestorio furono combattute da San Cirillo, vescovo di Alessandria, il quale, pur riconoscendo che le due nature di Gesù, quella divina e quella umana, sono perfette e ciascuna con le sue caratteristiche tuttavia le due nature si uniscono in un'unica persona. C’è lo scambio delle due nature, in tal senso il Verbo, incarnandosi è nato nel tempo da una donna, da Maria.
Il Concilio di Efeso approvò le affermazioni di San Cirillo e proclamò Maria “Madre di Dio”.
I primi Concili, trattando della maternità divina, fermarono la loro attenzione al momento genetico della concezione e del parto.
Il Vaticano II invece la vede in prospettive e in dimensioni diverse, infatti vede “questo mistero fondamentale di Maria nel più vasto contesto dottrinale dell’intera missione della Vergine, considerandola nella prospettiva teologica della storia della salvezza, cioè alla luce del Cristo Salvatore e della Chiesa sacramento salvifico”.
Il Vaticano II non si limita ad elencare i vari elementi della maternità fisica di Maria nei confronti di Gesù: “concezione, parto, nutrimento” ne allarga il concetto anche ai compiti spirituali: “educazione, unione, comunione spirituale con il Figlio e con la sua missione”. L’unione materna di Maria con il Figlio è un’unione costante nell’opera della salvezza e il Vaticano II mette in rilievo gli atteggiamenti interiori di Maria: “la consapevolezza, la libertà con cui Maria acconsente all’incarnazione e collabora alla missione del Figlio”.
LA PERPETUA VERGINITA’ DI MARIA SANTISSIMA.

Nell’ iconografia mariana il dogma della perpetua verginità di Maria, la “sempre vergine”, viene rappresentato simbolicamente da tre stelle che ornano il mantello della Beata Vergine e indicano la virginitas ante partum, in partu e post partum. La maternità verginale assicura che Gesù è un dono esclusivo di Dio Trinità all’umanità di Maria.
Ma che cos’ è esattamente la verginità?
Intesa in una prospettiva cristiana, essa comporta la consegna totale della persona, anima, corpo, mente e cuore, a Gesù Cristo. Questa donazione completa della persona, implica: a) la verginità del corpo, cioè l’integrità corporea; b) la verginità dell’anima, cioè la decisione cosciente e libera di appartenere esclusivamente a Dio secondo le esigenze della castità perfetta.
Sulla verginità di Maria la Chiesa insegna le seguenti verità rivelate:
a) L’assoluta e perpetua integrità corporea di Maria;
b) La verginità assoluta della sua anima cioè la piena ed esclusiva unione sponsale della sua anima con il Signore.
Dunque il dogma sulla verginità di Maria insegna che Maria concepì miracolosamente e verginalmente per onnipotenza divina, per cui Gesù non ha avuto un padre umano, che diede alla luce il Figlio senza lesione della sua integrità corporea, che dopo la nascita di Gesù, Maria rimase vergine per tutta la sua vita terrena.
Ma vi chiederete e “i fratelli di Gesù?” di cui parla il Vangelo
In ebraico non c’è una parola per designare i cugini per cui con il termine “fratello” vengono designati tutti i membri del gruppo familiare, che risulta formato da un gruppo piuttosto numeroso.
Ricordiamoci che Maria aveva una sorella che aveva dei figli.
Il primo Concilio ecumenico che parlò esplicitamente della perpetua verginità di Maria fu quello di Costantinopoli del 553.
La definizione dogmatica della perpetua verginità di Maria avvenne nel Concilio Lateranense del 649 convocato da Papa Martino I.
L’Immacolata Concezione.

l’Immacolata Concezione per noi cattolici del XXI secolo rappresenta una verità acquisita e certa. Ma non è stato sempre così. La Sacra Scrittura, allo stesso modo che per altre verità di fede, manca di affermazioni esplicite e la richiama solo attraverso immagini ed espressioni che agli occhi dei teologi si sono chiarite solo gradualmente. Le immagini bibliche citate a favore dell’Immacolata Concezione sono l’Arca di Noè (Gen 6,8 – 8,19) la Scala di Giacobbe (Gen 28,12), il Roveto Ardente (Es 3,2 – 3), la Torre inespugnabile ( Ct 4,4), l’Orto Chiuso (Ct 4,12).
Tra i testi biblici viene data particolare importanza al protovangelo, Gen 3,15: “ Io porrò inimicizia tra te e la donna, fra la tua stirpe e la stirpe di lei” e ai seguenti versetti di San Luca:” Ave Maria piena di grazia” ( Lc 1,28), “ Benedetta Tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno” ( Lc 1,42).
La Chiesa è giunta alla piena comprensione di tale verità soprattutto grazie all’influsso della fede popolare. Tutto il popolo cristiano, infatti, in virtù del Battesimo, ha ricevuto il dono dello Spirito Santo mediante il quale è in grado di operare un certo vaglio critico della stessa opera dei teologi, accettando o rifiutando le loro ipotesi. Spesso i fedeli intuiscono per connaturalità le verità intrinseche e indicano ai teologi le piste della loro ricerca.
Spesso il dogma dell’Immacolata Concezione viene confuso con il concepimento verginale di Maria. Si tratta di due realtà molto diverse: Maria fu concepita come tutte le altre creature, attraverso un rapporto di amore dei genitori, ma la sua persona, fin dal primo istante della concezione, fu libera da ogni macchia di peccato.
Altri lo identificano con la verginità. Le due affermazioni sono vere, ma riguardano realtà diverse: la verginità sottolinea l’intervento miracoloso di Dio nella concezione e nel parto di Gesù ad opera di Maria, mentre l’Immacolata Concezione riguarda lo stato spirituale di Maria in rapporto a Dio e Ella, fin dal primo istante, ancora nel seno materno, fu libera da qualsiasi macchia che avesse rapporto con il peccato originale e totalmente ripiena di grazia.
Ma quali furono i motivi che resero tanto faticoso e lungo il cammino di tale verità?
Più ancora del silenzio della Sacra Scrittura, ciò che creava difficoltà era l’apparente impossibilità di conciliare l’Immacolata Concezione con due dogmi esplicitamente affermati dai sacri libri: l’universalità del peccato originale e l’universalità della redenzione operata da Cristo.
Molti santi Padri e teologi, pur esaltando la santità di Maria, facevano ricadere la Madonna, almeno per brevi istanti, sotto la legge generale del peccato originale, ad esempio Sant’Agostino e San Bonaventura.
Il primo teologo che difese la dottrina dell’Immacolata Concezione fu Eadmero nel suo “Tractatus de conception sanctae Mariae” (1134). Il teologo medievale sosteneva che l’Immacolata concezione rientrava nelle possibilità divine: “ Potuit plane et voluit; si igitur voluit, fecit”
( Chiaramente lo poteva e lo voleva; se l’ha voluto, l’ha fatto) ponendo l’accento sulla convenienza di tale privilegio in quanto Maria era la Madre di Dio. Eadmero, però, non riusci a dissipare i dubbi perché lasciava insoluto il problema dell’universalità della redenzione.
Fu il francescano Giovanni Duns Scoto che, grazie alla sua geniale intuizione, riuscì a superare questo scoglio dottrinale introducendo il concetto di redenzione preventiva in previsione dei meriti di Cristo.
Maria è stata redenta da Gesù che esercitò in Lei l’atto di mediazione più eccelso, la preservò dal peccato originale, prima e fuori del tempo.
La redenzione di Maria non fu per liberazione dal peccato, ma per preservazione.
Maria, cioè, non fu per nulla segnata dal peccato, ma ne fu preservata per singolare privilegio.
Con la bolla “Ineffabilis Deus” Papa Pio IX definì come dottrina rivelata il dogma dell’Immacolata Concezione: “Dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina, la quale ritiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio Onnipotente ed in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia della colpa originale, è rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli”.
Le altre due successive encicliche “ Ad diem Illum” di san Pio X e la “Fulgens corona” di Pio XII precisarono meglio che l’Immacolata Concezione è un privilegio unico riservato a Maria e che in tal modo in Lei si realizza la perfetta redenzione da parte di Cristo.
Ma ci si potrebbe chiedere: come è possibile la redenzione di Maria ad opera del Figlio prima ancora che Questi assuma la carne umana?
Dio è eterno e vive al di fuori della successione temporale. Davanti a Lui l’opera redentiva del Cristo, anche se si svolge nel tempo, è presente da tutta l’eternità. Ecco perché, in previsione dei meriti di Cristo, Maria può essere redenta prima ancora che il Figlio di Dio abbia assunto la natura umana.
Spesso parlando dell’Immacolata Concezione ci si ferma a sottolineare un solo aspetto, l’assenza del peccato originale. E’ ugualmente importante e significativo l’altro aspetto cioè la pienezza di grazia che esso comporta. In virtù dell’immacolato concepimento Maria è l’unica creatura che ha vissuto in pienezza la propria esistenza secondo il piano di Dio, l’unica che ha sempre amato Dio sopra ogni cosa; in Lei nulla ha mai ostacolato il dialogo di grazia con il Padre.
L’Immacolata Concezione è dunque: - testimonianza e segno dell’amore del Padre – espressione perfetta della redenzione operata da Cristo – creatura mirabile della grazia dello Spirito Santo.
L’Immacolata Concezione di Maria non è un fatto a sè stante, isolato dal piano divino della salvezza, ma al contrario rientra nel disegno salvifico di Dio, che prevede innanzitutto l’incarnazione redentrice di Cristo, grazie alla quale tutti sono gratuitamente salvati dall’amore di Dio. Maria è stata voluta dall’eternità in funzione di Cristo e introdotta nel mistero del Verbo incarnato con l’annunciazione. La liberazione del peccato originale e la pienezza di grazia di cui è rivestita Maria, sin dal primo istante di vita, non sono frutto della sua fede o da qualche altro suo merito, ma solo dono gratuito di Dio.
L’Immacolata Concezione non è un’eccezione all’universale redenzione di Cristo ma al contrario Maria è la prima dei redenti. Fu preservata dal peccato originale e arricchita di una straordinaria pienezza di grazia in previsione dei meriti di Cristo. Maria Immacolata è il frutto più bello e più perfetto della redenzione di Gesù. Proprio perché la prima e la più perfetta dei redenti, Maria è la creatura nuova, opera del Padre in Cristo e nello Spirito Santo.
Nel 1830 apparendo a Parigi in Rue du Bac alla novizia Catherine Labouré, la Santa Vergine affidò alla veggente il compito di fare coniare e diffondere una medaglia che La ritraeva così come appariva. Intorno all’ovale c’era la scritta: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che a Voi ricorriamo”.
E’ la prima rivelazione privata in relazione al concepimento di Maria senza peccato originale. Questa medaglia suscitò una tale devozione che molti vescovi chiesero a Roma la definizione di quel dogma che ormai era nel cuore di quasi tutti i cristiani.
Così l’8 dicembre 1854, Papa Pio IX proclamò la “Donna vestita di sole” esente dal peccato originale, tutta pura, Immacolata.
La proclamazione di questo dogma fu un atto di grande fede e di estremo coraggio che suscitò gioia fra i fedeli della Madonna e indignazione fra i nemici del Cristianesimo perché il dogma dell’Immacolata era una diretta smentita dei naturalisti e dei materialisti.
Ma quattro anni dopo, nel 1858 a Lourdes, Maria stessa pose il suo sigillo su tale dogma affermando: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Le apparizioni di Lourdes furono la sua prodigiosa conferma che Lei è la “Tutta bella”, “ la piena di grazia”, priva di ogni macchia del peccato originale.
Assunzione al cielo in anima e corpo del B.V. Maria.
Papa Pio XII il I° novembre 1950, proclamò solennemente il dogma dell’Assunzione di Maria con queste parole: “ l’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l’eternità con uno stesso decreto di predestinazione, Immacolata nella sua Concezione, Vergine illibata nella sua divina maternità, generosa socia del divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria del Cielo dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli”.Ma perché Maria è stata assunta in cielo in anima e corpo?
I motivi sono vari:
- È assunta perché Immacolata. Vi è un nesso strettissimo tra la verità dell’Assunzione e quella dell’Immacolata Concezione. Infatti le parole rivolte da Dio ad Adamo dopo il peccato (Gen. 3,19): “ Tu sei polvere e in polvere ritornerai” indicano il castigo del peccato originale. Ora, la Vergine Maria fu esente dal peccato originale, quindi anche dal suo castigo. Il corpo di Maria, prodigiosamente consustanziale a quello del Risorto, non era possibile che rimanesse prigioniero della morte;
- È assunta perché Madre di Dio. Il corpo di Maria è stato il tempio del corpo di Cristo. La carne di Cristo è la carne di Maria e quindi conveniva che il corpo di Maria fosse glorificato come lo fu quello di Cristo. Ancora più stretto del vincolo fisico è il vincolo morale, l’onore e l’amore che il Figlio Uomo-Dio doveva alla propria Madre esigevano di stretta convenienza l’Assunzione corporea della Madre;
- È assunta perché sempre Vergine. La perfetta e perpetua verginità di Maria colloca la Beata Vergine in uno stato di incorruzione;
- È assunta perché è associata a Cristo. La Madre è sempre strettamente associata al Figlio. Ella partecipa alle sue gioie e ai suoi dolori, per cui possiamo dire che se Gesù è “ l’Uomo dei dolori”, Maria è “ la Donna dei dolori” e se il Figlio è “ Redentore”, Maria è “ Corredentrice”. Come infatti Eva ha cooperato con Adamo nella rovina, così la Nuova Eva ha cooperato con il Nuovo Adamo nell’opera di riparazione. Ora chi è principio e causa della resurrezione non può essere soggetto al dominio della Morte. Secondo il Concilio Vaticano II il Figlio ha espressamente voluto che sua Madre fosse conformata a Lui in tutto, e particolarmente nella vittoria sul peccato e sulla morte. Come Maria fu associata alla vittoria del Figlio sul peccato mediante la sua Immacolata Concezione, così fu associata anche alla sua vittoria sulla morte mediante la sua Assunzione.
- Assunta per essere pienamente nostra Madre e Regina.
La regalità di Maria non va separata dalla sua intercessione materna. Maria è Regina perché è associata alla regalità di Cristo e coopera con il Figlio nel procurare la salvezza delle anime. Perché Maria possa pienamente esercitare la sua regalità e la sua maternità verso di noi, era necessario che fosse nel possesso pieno della sua realtà umana: l’anima unita al corpo. Il titolo di Regina non sostituisce certo quello di Madre: la sua regalità rimane un corollario della sua peculiare missione materna, ed esprime il potere che le è stato conferito per svolgere tale missione.
Citando la bolla “Ineffabilis Deus”, Pio XII mette in evidenza questa dimensione materna della regalità della Vergine: “Avendo per noi un affetto materno e assumendo gli interessi della nostra salvezza, Ella estende a tutto il genere umano la sua sollecitudine”. La sollecitudine di Maria Regina per gli uomini può essere pienamente efficace proprio in virtù dello stato glorioso conseguente all’assunzione. L’assunzione favorisce la piena comunione di Maria non solo con Cristo, ma con ciascuno di noi: Ella è accanto a noi conosce tutto ciò che accade nella nostra esistenza e ci sostiene con amore materno nelle prove della vita. Assunta alla gloria celeste, Maria si dedica totalmente all’opera della salvezza per comunicare ad ogni vivente la felicità che le è stata concessa. È una Regina che dà tutto ciò che possiede, partecipando soprattutto la vita e l’amore di Cristo.
- Assunta per essere icona escatologica della Chiesa.
La Chiesa in Maria ammira ed esalta il frutto più eccelso della Redenzione e in Lei contempla con gioia ciò che essa, tutta, desidera e spera di essere.
Pio XII con la proclamazione solenne di Maria Assunta, ha inteso annunciare solennemente a tutto il mondo la nobiltà e la dignità del corpo umano. Il mistero dell’Assunzione proclama il destino soprannaturale e la dignità eccelsa di ogni corpo umano chiamato dal Signore a diventare strumento di santità e a partecipare alla sua gloria.
Nel 1947 apparendo a Roma a Tre Fontane, la Vergine incaricò il veggente Bruno Cornacchiola di portare al Papa un particolare messaggio riguardante il dogma dell’Assunzione che sarà approvato tre anni dopo.
La definizione solenne del dogma dell’Assunzione che Pio XII fece il primo Novembre, 1950, fu preannunciato a Bruno dalla Vergine con parole esplicite: “Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso”. Il dogma dell’Assunzione ha un significato straordinario per la visione della vita come cammino verso l’eternità, in quanto la partecipazione di Maria all’ascensione del Figlio in Cielo altro non è se non l’anticipazione di quella che sarà la nostra partecipazione alla gloria di Cristo Risorto se ci muoveremo lungo le medesime strade da Lui percorse, come Maria.
Nella Vergine assunta in cielo contempliamo il coronamento della sua fede, di quel cammino di fede che Ella indica alla Chiesa e a ciascuno di noi: Colei che in ogni momento ha accolto la parola di Dio, è assunta in cielo, cioè è accolta lei stessa dal Figlio, in quella “dimora” che ci ha preparato con la sua morte e resurrezione.
Tra marzo 1945 e maggio 1959 la Santissima Vergine è apparsa a Ida Peerdeman ad Amsterdam con il titolo di “Signora di tutti i popoli”. Nei suoi messaggi alla Peerdeman, Maria sottolineò di essere: “Corredentrice, Mediatrice e Avvocata”. Nella trentesima apparizione la Santa Vergine chiese espressamente che fosse proclamato il dogma “Maria Corredentrice, Mediatrice e Avvocata”.
Questo dogma, richiesto dalla Madonna, è stato oggetto di moltissime dispute. La Chiesa non è contraria alla dottrina della cooperazione di Maria alla redenzione, ma non usa il termine di Corredentrice per non interferire in questioni teologiche ancora in discussione, come pure per motivi pastorali, biblici ed ecumenici.
Questo quinto dogma è voluto dal Cielo, è voluto da Maria stessa e prima o poi sarà solennemente proclamato.Maria Butticè
Il 30 dicembre 2020 il vescovo di Haarlem-Amsterdam, mons. Jan Hendriks, rispondendo a una richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha pubblicato sia un “Chiarimento sulla Signora di tutti i Popoli” sia “Una spiegazione e una parola pastorale in merito al chiarimento sulla Signora di tutti i Popoli”. Queste due pubblicazioni sono state formulate in accordo con la Congregazione per la Dottrina della Fede. Da entrambi i documenti risulta che per la Congregazione per la Dottrina della Fede le apparizioni e le rivelazioni non sono di origine soprannaturale. Ma la Congregazione afferma anche chiaramente: “L’uso del titolo di ‘Signora di tutti i Popoli’ per Maria è di per sé teologicamente lecito ...”. Il vescovo Jan Hendriks scrive ai fedeli: “Spero che sia una consolazione per loro sapere che la devozione a Maria con il titolo di ‘Signora di tutti i Popoli’ può continuare, sia nella cappella di Amsterdam sia nelle Giornate di preghiera, alle quali io stesso ho partecipato più volte in passato”.
Aggiungiamo, però, una nota importante riguardo alla nostra obbedienza alla Chiesa: il permesso per il titolo di “Signora di tutti i Popoli” e per l’uso dell’immagine e della preghiera non può in alcun modo essere considerato un riconoscimento - nemmeno implicito - del carattere soprannaturale delle apparizioni e dei messaggi.
La diffusione dell’immagine e della preghiera, finora conosciuta come “azione mondiale”, ha lo scopo di dare alle persone - indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa - conforto, coraggio e fiducia, soprattutto in questi tempi di crisi pandemica, economica, politica e sociale.
È stato Gesù Cristo stesso, in fondo, che “nel più grande bisogno” ha affidato tutti gli uomini a sua Madre dalla croce, dicendo a Giovanni: “Ecco tua madre!”. (Gv 19,27)





